Il contatto fisico: necessità fisiologica e desiderio dell’anima

di admin

“La parola chiave è CONTATTO: deriva dal latino cum (con) e tactum (toccato, ma anche tatto). Sebbene il tatto non sia di per sé un fatto emotivo, i suoi elementi sensoriali inducono quei cambiamenti neurali, ghiandolari e muscolari e mentali che chiamiamo complessivamente sentimento. Per cui il tatto non è sentito come una semplice modalità fisica, come sensazione, ma, affettivamente, come sentimento.”
Ashley Montagu

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Tocchiamo dispositivi tecnologici forse centinaia di volte in un giorno, ma quante volte al giorno invece abbiamo un contatto fisico con un altro essere umano? Sembra che man mano che la società va affidandosi sempre di più alla tecnologia, la nostra attenzione al contatto umano diminuisce significativamente.
Eppure, molti di noi quando si sentono sopraffatti dalle circostanze o si sentono giù, tendono a desiderare maggiormente il contatto fisico con altre persone: un abbraccio, una mano da tenere, una connessione che possa manifestarsi in un contatto concreto e che aiuti a diminuire il senso di solitudine.
Il contatto ci permette di sentirci conosciuti e di conoscere le persone che amiamo in modi che le parole non possono trasmettere, infatti in molte circostanze il contatto fisico è più forte dello scambio verbale e stimola o amplifica anche il contatto emotivo tra le persone. La comunicazione non verbale è un modo molto efficace per dire ad un’altra persona ” Sono con te” e “So come ti senti”.
Essere toccati e toccare è una delle forme fondamentali dell’interazione tra esseri umani. È ormai ampiamente dimostrato a livello scientifico come il semplice contatto fisico apporti benefici psicologici e fisiologici a qualsiasi età, che si tratti di tenersi per mano o di abbracciarsi, o di vivere un’intimità più profonda attraverso il contatto sessuale.
Se qualcuno di cui ci fidiamo ci stringe la mano o ci abbraccia o ci concede un massaggio alla schiena prima di un compito stressante, la nostra frequenza cardiaca rallenta, la pressione sanguigna si abbassa e gli ormoni dello stress diminuiscono. A livello fisiologico avviene un aumento dell’ossitocina, il cosiddetto ormone dell’amore, che contribuisce al rilassamento. La ricerca ha dimostrato che il contatto fisico è un ottimo antistress, che può anche aiutare il sistema immunitario a combattere l’accumulo di cortisolo, l’ormone dello stress, che provoca una serie di disagi e danni nel lungo periodo. Avere un contatto fisico regolare migliora la salute psico-fisica ed aiuterebbe anche a guarire prima dalle malattie.

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Sin dalla nascita, i bambini hanno desiderio di connessione sociale, e madre e bambino diventano letteralmente sincronizzati quando interagiscono tra loro. Questa connessione nei primi anni di vita aiuta a la capacità di costruire relazioni future sicure. È dimostrato che il contatto fisico e le coccole nei primi anni di vita e oltre, sono in grado di stimolare i percorsi neuronali di dopamina, ossitocina e persino oppioidi, che aiutano il corpo a regolare l’umore, gli affetti e anche a diminuire il dolore, migliorare il sonno e lo sviluppo del cervello.
Siamo abituati a pensare all’importanza di ciò che i bambini molto piccoli vedono e sentono ma il tatto è il primo sistema sensoriale a svilupparsi nel cervello prenatale ed è abbastanza sviluppato già al momento della nascita. Il tatto è quindi il primo senso che viene sviluppato e attraverso cui conosciamo il mondo, possiamo perciò capire l’importanza che il contatto fisico ha nella vita di una persona, anche da adulta.
I gesti che permettono al neonato di crescere sano e sicuro, amabile e forte sono i gesti più antichi dell’accudimento e del dare e ricevere affetto: cullare, abbracciare, accarezzare, baciare, stare vicini, guardarsi. Il tatto è fondamentale per la crescita, lo sviluppo e la salute dei bambini, così come per il benessere fisico e mentale degli adulti. I bambini che non ricevono un’adeguata interazione umana – e soprattutto un tocco amorevole – possono diventare depressi e ansiosi, non crescere correttamente, sperimentare ritardi nello sviluppo ed essere inclini alla violenza e al comportamento compulsivo e/o antisociale. La mancanza di amore e contatto può provocare problemi corporei, disturbi alimentari o altri tipi di disturbi del comportamento, e il corpo può diventare allo stesso tempo lo scenario del disagio ed il bersaglio della rabbia e della paura.
René Spitz, psicoanalista che con i suoi studi ha rivoluzionato il mondo della pediatria, ha compiuto un’accurata ricerca scientifica osservando i bambini in condizione di deprivazione affettiva, ad esempio negli ospedali ed orfanotrofi, ed è emerso che i neonati che non ricevono affetto vanno incontro a danni irreversibili dal punto di vista motorio, affettivo, del linguaggio e dello sviluppo intellettuale.
C’è una ragione per cui c’è una grande spinta a mettere immediatamente un bambino appena nato sul petto di sua madre e perché la gente si offre volontaria per tenere in braccio i bambini nell’unità di terapia intensiva neonatale, siamo cablati per quel contatto pelle a pelle, e questo si traduce nell’età adulta.
Da adulti infatti le relazioni sentimentali sono una delle relazioni primarie che ci forniscono il contatto fisico che desideriamo. Il contatto fisico include l’essere all’interno dello spazio personale di qualcuno, il tenersi per mano, abbracciare, baciare, le carezze ed il contatto sessuale. Il contatto fisico gioca un ruolo cruciale nel generare e migliorare l’amore. Le persone si sentono più soddisfatte in una relazione in cui il contatto fisico è una parte significativa.
Un buon contatto migliora la fiducia tra gli esseri umani e la comunicazione, ed aumenta la fiducia in sé e nell’altro. La maggior parte degli esseri umani vuole sentire che qualcuno li ama e si prende cura di loro, e le nostre relazioni intime possono riempire quel desiderio.
Inoltre, è curioso vedere come, nella vita di tutti i giorni, usiamo alcune espressioni per connotare delle esperienze in modo negativo o positivo: diciamo che una determinata persona “non ha contatto con la realtà”, mentre un’esperienza profondamente sentita viene spesso descritta come “toccante”.
Certo, toccarsi di più, essere maggiormente in contatto con le altre persone, non è una soluzione completa ai nostri problemi planetari. Ma può essere un modo potente ed efficace per migliorare la cooperazione all’interno delle nostre famiglie – e da lì, all’interno della società in generale.

La redazione di Psicoterapia-Corporea

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