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Il distanziamento fisico da Covid-19 e la necessità di contatto

15/10/20200

Con la pandemia da Covid-19 le persone in tutto il mondo stanno praticando il distanziamento fisico e l’autoisolamento per frenare l’ulteriore diffusione del virus, e alcuni sentono fortemente gli effetti della mancanza di contatto umano. Che si tratti di stringere la mano a un collega o di abbracciare un amico, la maggior parte delle persone è abituata a un certo livello di contatto fisico su base giornaliera.

Il tatto è probabilmente il senso più trascurato, eppure, quando nasciamo, il primo dei sensi a nostra disposizione è proprio quello del tatto. Anche prima di aprire gli occhi, possiamo già sentire un tocco e il contatto fisico. La pelle è una ricca fonte di informazioni su ciò che pensiamo e sentiamo. Iniziamo a ricevere segnali tattili anche prima della nascita, poiché la vibrazione del battito cardiaco di nostra madre è amplificata dal liquido amniotico. Non c’è da stupirsi quindi che il tatto giochi un ruolo fondamentale in tutte le nostre future relazioni.

Siamo dotati della capacità di inviare e ricevere segnali emotivi anche solo attraverso il tatto. Con il tatto possiamo comunicare almeno otto emozioni distinte – rabbia, paura, disgusto, amore, gratitudine, simpatia, felicità e tristezza. Il tatto può in realtà essere più versatile della voce, dell’espressione facciale e di altre modalità per esprimere le emozioni. Toccare gli altri ed essere toccati non è semplicemente un mezzo per migliorare i messaggi trasmessi attraverso la parola o il linguaggio del corpo, ma un modo molto più sfumato, sofisticato e preciso per comunicare le emozioni.

Ovviamente ci sono anche delle considerazioni contestuali: diverse culture e individui hanno diversi livelli di tolleranza verso il fatto di toccare ed essere toccati. I climi caldi tendono a produrre culture che sono più liberali riguardo al contatto rispetto alle regioni più fredde. Ci sono una serie di ipotesi sul perché, incluso il fatto che una temperatura ambiente più alta aumenta la disponibilità di pelle e l’effetto che la luce solare ha sull’umore – la mancanza di luce solare può renderci depressi, con meno interazioni. Nei paesi Mediterranei come Spagna e Italia, ad esempio, le persone sono più a proprio agio a comunicare tramite il contatto fisico rispetto all’America o al Regno Unito.

Il fatto che ci siano molte variazioni culturali rispetto al contatto fisico, suggerisce che trovarsi a proprio agio nell’essere toccati e nel toccare è qualcosa che viene anche appreso durante l’infanzia e lungo tutta la nostra vita sociale.

Anche le religioni spesso insegnano che alcuni tipi di tocco sono inappropriati o peccaminosi. La tolleranza per il tatto, tuttavia, non è scolpita nella pietra. Trascorrendo del tempo in una cultura diversa anche il nostro atteggiamento nei confronti del contatto fisico può cambiare.

La “privazione del contatto” può avere un impatto a livello psicologico e fisico. Gran parte del nostro cervello è dedicata a decifrare le sensazioni che provengono dal tatto e la nostra pelle ha miliardi di cellule che elaborano queste informazioni. Il giusto tipo di contatto fisico, come ad esempio un abbraccio tra amici, modula la risposta allo stress. Il contatto attiva un grande fascio di nervi nel corpo che migliora il nostro sistema immunitario, regola la digestione e ci aiuta a dormire bene. Inoltre attiva parti del nostro cervello che ci aiutano a entrare in empatia.

Se c’è un momento più appropriato per comunicare tramite il toccare, probabilmente è quello in cui vogliamo consolare qualcuno, e il contatto fisico di un certo tipo sembra resti il modo migliore per confortare gli altri o lasciarsi confortare. Se pensiamo a come possiamo essere di conforto verso qualcuno in una determinata situazione o a come vorremmo essere consolati, probabilmente tendiamo a elencare carezze, abbracci e diversi tipi di contatto fisico più di ogni altra cosa.

Il tatto è importante in tutte le interazioni umane e sociali, basti pensare all’ambito sportivo, ad esempio. I giocatori di basket o di pallavolo non hanno tempo per scambiarsi discorsi incoraggianti, ma hanno sviluppato un incredibile repertorio di tocchi fisici per comunicare in modo rapido, preciso e motivante. Come con i nostri parenti primati, che rafforzano i legami sociali pulendosi a vicenda, negli esseri umani il tatto rafforza le relazioni ed è un indicatore di vicinanza. Aumenta la cooperazione, ma è anche un indicatore di quanto siano forti i legami tra le persone.

Forse perché ci sono momenti – durante un intenso dolore o paura, ma anche in momenti estatici di gioia o amore – in cui solo il linguaggio del tatto può esprimere pienamente ciò che sentiamo.

Secondo gli psicologi di Berkeley, l’Università della California, la mancanza di contatto fisico può avere diversi effetti negativi, poiché il tatto è il linguaggio fondamentale della connessione tra esseri umani. Tra genitore e figlio o tra due amici o tra amanti, molti dei modi in cui entriamo in connessione, ci fidiamo e collaboriamo con gli altri, si fondano sul contatto fisico.

Quando siamo toccati in modo piacevole, nel cervello si verifica una cascata di eventi positivi e uno di quelli importanti è il rilascio di un neurochimico chiamato ossitocina, che riduce lo stress e migliora l’immunità.

Sebbene non esista un sostituto identico al contatto umano, ci sono alcune alternative, in questi tempi di pandemia e distanziamento, che possono offrire benefici simili per la salute. Alcune ricerche fatte da scienzati durante il lockdown della scorsa primavera in Europa, mostrano che le video chat dove avviene una significativa interazione tra i partecipanti possono aiutare ad alzare i livelli di ossitocina ed altri neurotrasmettitori che alleviano lo stress ed aumentano la sensazione di benessere, quasi come incontrarsi di persona.

Anche ballare, cantare o fare yoga con gli altri tramite una piattaforma online possono essere sostituti efficaci. Le culture umane hanno lavorato su modi fisici per coltivare i benefici del tatto per migliaia di anni. La danza riguarda molte delle stesse cose del tatto: mi sto mettendo in connessione con te, ci muoviamo allo stesso modo, ma puoi farlo senza toccarti a vicenda.

I cambiamenti nel modo in cui ci connettiamo fisicamente potranno durare più a lungo dell’epidemia stessa. Il dott. Anthony Fauci, uno dei massimi esperti nella lotta al Covid-19 negli Stati Uniti, ha detto al podcast del Wall Street Journal che non pensa che gli americani dovrebbero mai più stringersi la mano. Tuttavia, afferma che sarà importante trovare modi per reintrodurre l’umanità del contatto fisico nelle interazioni personali senza mettere a repentaglio la salute fisica o mentale di nessuno. “Penso che potremmo avere paura per un po’ e va bene”, dice. “Non tutti torneranno ad interagire con gli altri in tranquillità alla stessa velocità, e alcune persone forse non lo faranno mai e anche questo va bene.”

Non c’è dubbio che la distanza fisica tra gli individui sia essenziale in questo momento per rallentare la diffusione del Covid-19, ma proprio perchè il contatto fisico svolge un ruolo importante nella nostra salute e nella nostra felicità, anche adesso non dovrebbero essere ignorato, per quanto possibile.

 

La Redazione di Psicoterapia-Corporea

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