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Un approccio corporeo al paziente

25/10/20070

Wilhelm Reich (1879-1957), si occupò nella sua ricerca del rapporto tra mente e corpo. In particolare, egli parlò di una identità funzionale tra il carattere di una persona e il suo atteggiamento corporeo, o armatura muscolare. Suddetta “armatura” o “corazza” stava ad indicare lo schema globale delle tensioni muscolari croniche del corpo. Queste ultime servono a proteggere l’individuo contro le esperienze emotive dolorose e minacciose. Fungono da schermatura contro gli impulsi pericolosi della stessa personalità e contro gli attacchi da parte degli altri. L’armatura muscolare e cioè le tensioni muscolari croniche servono a mantenere l’equilibrio vincolando l’energia che non può essere scaricata. Così un individuo nevrotico mantiene un certo equilibrio vincolando la propria energia mediante le tensioni muscolari e limitando il proprio eccita-mento sessuale. Un individuo sano invece non ha limitazioni e la sua energia non è vincolata in un’armatura muscolare. Perciò tutta la sua energia è disponibile per il piacere sessuale o per qualsiasi altra espressione creativa. La sua economia energetica funziona ad un alto livello.. Al contrario molte persone sono caratterizzate da un’economia energetica a basso livello, che è responsabile della tendenza alla depressione. Reich definì la sua terapia “Vegetoterapia analitica del carattere”. La vegetoterapia consiste nella mobilitazione delle sensazioni attraverso la respirazione e le altre tecniche corporee che attivano i centri vegetali (i gangli del sistema nervoso autonomo) e liberano energie “vegetative”. Per Reich l’obiettivo della terapia consisteva nella capacità sviluppata dal paziente di abbandonarsi completamente ai movimenti spontanei e involontari del corpo, che facevano parte del processo respiratorio. Perciò dava particolare importanza alla necessità di lasciare che la respirazione avvenisse piena e profonda. Facendo questo le onde respiratorie producevano un movimento ondulatorio del corpo che Reich chiamava riflesso orgasmico.

Secondo Reich la salute emotiva era legata alla capacità di abbandono totale nell’atto sessuale, quella che lui chiamava: potenza orgasmica. La vegetoterapia rappresentava una rottura, un passaggio dall’analisi puramente verbale al lavoro diretto sul corpo. Con Reich l’analista divenne una forza attiva nel processo terapeutico: sedeva di fronte al paziente, che dunque lo poteva vedere e, quando lo riteneva necessario o opportuno, non evitava il contatto fisico con lui. Nell’analisi freudiana invece qualsiasi contatto fisico tra ana-lista e paziente era rigorosamente proibito, l’analista sedeva dietro al paziente, senza che questi lo vedesse e fungeva da schermo, su cui il paziente proiettava i propri pensieri. Ovviamente il carattere rivoluzionario della sua terapia suscitò a quei tempi molta ostilità nei suoi confronti. Lowen partendo dal lavoro di Reich, che diede appunto un ruolo centrale al corpo nella teoria della personalità, sviluppò una teoria definita Bioenergetica. Secondo Lowen, la vita di un individuo è la vita del suo corpo. Poiché il corpo vivente comprende la mente, lo spirito e l’anima, vivere la vita del corpo significa avere una vita mentale, spirituale e sentimentale piena. Noi non ci identifichiamo col nostro corpo, anzi lo tradiamo.

La Bioenergetica è la tecnica terapeutica che si propone di aiutare l’individuo a tornare ad essere con il proprio corpo e a vivere la vita con pienezza. Questo risalto dato al corpo comprende la sessualità, che ne è una delle funzioni fondamenta-li. Ma comprende anche funzioni basilari come respirare, muoversi, sentire ed esprimere se stessi. Una persona che non respira a fondo riduce la vita del corpo. Se non si muove liberamente, limita la vita del corpo. Se reprime la propria auto-espressione, limita la vita del corpo. La Bioenergetica è l’avventura alla scoperta di sé stessi. Essa cerca di capire la personalità umana dal punto di vista del corpo.

Ciò che succede nel corpo influenza necessariamente la mente. La Bioenergetica parte dalla proposizione fondamentale secondo la quale l’energia è implicata in tutti i processi della vita: nel movimento, nel sentire, nel pensare. Così la quantità di energia che un individuo impiega e il modo in cui la impiega determinano necessariamente la sua personalità e si riflette in essa. Alcuni hanno più energia di altri. Il rapporto esistente tra energia e personalità si manifesta con estrema chiarezza nel depresso. L’individuo depresso è depresso a livello energetico. Infatti quest’ultimo compie solo la metà dei movimenti spontanei eseguiti dall’individuo non depresso. In tali casi si interviene cercando di aiutarlo a crearsi la propria energia. Quindi lo si fa respirare più a fondo e con maggior pienezza facendo così aumentare l’assunzione di ossigeno. Secondo Lowen, il corpo esprime chi noi siamo e il nostro modo di es-sere nel mondo. Più il nostro corpo è vivo e più siamo nel mondo, al contrario più siamo esausti e più tendiamo a ritirarci da mondo. Esiste un linguaggio del corpo che comunica agli altri dei messaggi ben precisi, ad esempio la stanchezza vie-ne espressa dal tono di voce piatto, dalla lentezza dei movimenti, dalla mancanza di luminosità degli occhi.
Il corpo esprime le emozioni di un individuo. Così la rabbia viene espressa dal viso arrossato, dai pugni serrati, dalla bocca ringhiosa. Anche il portamento di una persona riflette l’atteggiamento della persona stessa verso il mondo.

Così chi ha un portamento regale si distingue da chi invece ha spalle cadenti e capo inclinato che indicano rassegnazione a sopportare i gravi fardelli della vita. Inoltre è noto che ogni stress produce uno stato di tensione nel corpo. Normalmente la tensione scompare quando lo stress è eliminato. Le tensioni croniche, tuttavia, persistono anche dopo la scomparsa dello stress che le ha provocate come atteggiamento corporeo o assetto muscolare inconscio. Diventa necessario dunque alleggerire tale tensione cronica se si vuole che la persona riacquisti piena vitalità e benessere emotivo. Questo è appunto il ruolo delle tecniche bioenergetiche applicate sul corpo che comprendono trattamenti con le mani e particolari esercizi.
I primi consistono in massaggi, pressione controllata e leggeri contatti per rilassare i muscoli contratti. Gli esercizi per-mettono di entrare in contatto con le proprie tensioni che vengono rilasciate tramite movimenti appropriati. Suddetti esercizi infatti aumentano lo stato di vibrazione del corpo, rendono più profonda la respirazione, permettono agli individui di essere radicati nelle gambe e nel corpo, ampliano gli orizzonti dell’autoespressione rendono le persone più consapevoli di sé stesse. Concludendo, le tecniche bioenergetiche vengono oggi utilizzate con successo, soprattutto con pazienti che hanno difficoltà nella verbalizzazione delle proprie emozioni per i quali l’utilizzo del “non verbale” è di fonda-mentale importanza.

di Elisabetta Felletti

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