Un’’introduzione al Tantra

di admin

Nel pensiero comune dell’uomo occidentale alla parola Tantra viene associata immediatamente ed esclusivamente l’idea di un insieme di pratiche sessuali fini a se stesse, sebbene avvolte da un’esotica atmosfera mistica e trascendente in stile new age. Un po’ come quando si regala il Kamasutra a una coppia assopita o all’amico single per ironizzare su un eros da risvegliare.

Purtroppo non ha capito molto né chi pensa che il tantra sia un’esperienza orgiastica e trasgressiva, né chi pensa che il Kamasutra sia un libro per trovare posizioni nuove laddove manchi la creatività. Quest’atteggiamento è legato al significato che la nostra cultura attribuisce al sesso e alla sessualità, un significato profondamente diverso da quello depositato nella tradizione religiosa e filosofica indiana, di cui il Tantra è una delle tante espressioni. L’Induismo considera il piacere (kama) generato dall’atto sessuale come uno dei quattro scopi dell’esistenza umana, uno scopo diretto alla conoscenza e al nutrimento spirituale; il pensiero occidentale e la tradizione cristiana, come sappiamo, considerano invece il piacere sessuale un basso istinto da governare e limitare, quando non da rinnegare. Ma che cos’è il Tantra? Tan-tra è una parola di origine sanscrita formata da due temi: tan, che significa stendere e tra, che significa liberare: i Tantra sono infatti l’insieme dei libri sacri in cui sono esposti metodi, tecniche e principi attraverso i quali realizzare la liberazione dello spirito. Il Tantrismo è un complesso di insegnamenti e indicazioni in cui convergono sia elementi della tradizione induista, sia elementi appartenenti alla cultura arcaica pre-induista delle popolazioni autoctone, come il sapere sciamanico e le credenze animiste per cui la divinità è tuttuno con la natura e con il corpo. I più antichi scritti tantrici risalgono al V secolo d.C., ma l’intero corpus di testi si è arricchito nel corso dei secoli ed è stato incessantemente elaborato; in questo senso, i Tantra non possono essere circoscritti ad un’epoca storica determinata, né possono ritenersi appartenenti ad una scuola piuttosto che ad un’altra, a una religione o a un popolo piuttosto che ad altri. Il Tantrismo non è una religione codificata e non è neanche un sistema filosofico compiuto: esso è un movimento spirituale che ha assunto molteplici caratteristiche in relazione al momento storico, alla società e alla cultura da cui veniva abbracciato. Ma qual è l’essenza di questa corrente spirituale così varia e diffusa? Il Tantrismo è una Via, un percorso, una strada attraverso la quale si può giungere all’unione con il divino che alberga nella nostra stessa interiorità.

L’esperienza tantrica permette di farsi penetrare dal sentimento del sacro e di realizzare la fusione con il principio divino attraverso una serie di tecniche volte a raggiungere l’estasi. La peculiarità del Tantrismo è l’importanza che viene attribuita al corpo, alle sue espressioni e alle sue potenzialità. Nella pratica del Tantra l’elevazione spirituale e il contatto con l’Assoluto si realizzano attraverso il piacere del corpo che ha come fine ultimo la gioia pura. Nell’uomo convivono due aspetti complementari e opposti: l’istintualità ferina e la tensione spirituale, il corpo e l’anima, esattamente speculari alle coppie di opposti che si ritrovano nel cosmo: la Terra e il Cielo, la Luna e il Sole, il freddo e il caldo, l’alto e il basso e così via. Il Tantra è la Via per stabilire un’armonia profonda e autentica tra la parte animale e la parte spirituale dell’uomo ed unificare l’energia vitale canalizzandola verso l’esperienza estatica di liberazione. L’energia vitale dell’uomo (kundalini) risiede addormentata alla base della colonna vertebrale nell’area del primo chakra, ed è simboleggiata da un serpente avvolto nelle sue spire; essa rappresenta la forza fisica e selvaggia, l’energia sessuale allo stato primitivo: è l’aggressività di cui l’uomo ha bisogno per affrontare gli ostacoli che si pongono sul suo cammino. A questo livello la kundalini ha un potenziale terribile e dirompente che, risvegliato, deve trovare la giusta espressione risalendo lungo la colonna verso i livelli successivi, attraversando e attivando i centri energetici legati ad espressioni più evolute dell’essere e vivificandoli fino a giungere allo stadio più elevato, la capacità spirituale della coscienza. I tantra sono i testi che rivelano i metodi per il corretto risveglio della kundalini. In questa visione dell’uomo, il corpo è lo strumento e il canale per l’illuminazione. Soltanto attraverso la liberazione del corpo (e non la liberazione dal corpo, come siamo abituati a pensare in un’ottica occidentale) e lo scioglimento del lacci che ne tengono imprigionata l’energia, è possibile accedere alla visione estatica. E’ questo il senso del percorso tantrico: rimanere radicati nella terra per innalzarsi verso il cielo. Dunque, non c’è un rifiuto del corpo, ma un accoglimento gioioso di ciò che le esperienze corporee possono offrire: sentire e conoscere il proprio limite per realizzarne il superamento attraverso la consapevolezza. Per approdare alla dimensione trascendente il Tantrismo utilizza la pratica dello yoga (vi sono diversi tipi di yoga differenziati in base al contesto socio-culturale) come strumento di consapevolezza e di ampliamento della coscienza attraverso il corpo. Inoltre si avvale di tecniche meditative che favoriscono l’apertura della coscienza tramite il risveglio dei centri energetici: i mantra, sillabe o parole la cui ripetizione unita alle vibrazioni del suono prodotte agisce sulla coscienza; gli yantra, le forme simboliche dei mantra che vengono raffigurate e contemplate; i mandala, simboli composti da cerchi concentrici arricchiti di immagini diverse che esprimono l’evoluzione o l’involuzione del cosmo e dell’individuo. Anche la pratica sessuale costituisce un canale privilegiato per accedere all’esperienza mistica, sebbene non appartenga a tutte le forme in cui si è sviluppato questo movimento spirituale. Ma perché il Tantrismo ritiene importante l’esperienza erotica?

La risposta è nel ruolo e nel significato che le viene riconosciuto. La sessualità è sentita come l’espressione dell’energia vitale che fluisce e che può dare luogo all’unione profonda del principio maschile, simboleggiato da Shiva, e del principio femminile, simboleggiato da Shakti. Shiva rappresenta l’aspetto spirituale, immateriale e formale del dio; Shakti rappresenta, invece, quello materiale, terreno e materno. E’ la Grande Madre, il potere della vita, la natura e il divenire, ma anche il velo della mente (Maya) che copre la realtà autentica, mentre Shiva è il potere spirituale che supera il limite fondendosi con essoe dando luogo all’illuminazione. Nell’uomo e nella donna quest’unione può essere rivissuta attraverso l’atto sessuale finalizzato all’estasi. Ciò non significa affatto che bisogna neutralizzare il piacere in vista di un’ascesi immateriale; al contrario, nell’esperienza tantrica, l’uomo e la donna uniti nel Maithuna (l’atto sessuale) sperimentano il piacere vivo di tutti i sensi, rinnovati dalla consapevolezza di essere “qui ed ora”, calati totalmente nell’esperienza sessuale che, attraverso l’unione con l’altro, realizza gradualmente l’unione con la natura intera e, poi, con il principio divino stesso.

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