Psicoterapia Corporea

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C.I.E. Centro di Integrazione Energetica

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  • Incontri
  • Info gruppi
  • Come Raggiungerci

C.I.E. Centro di integrazione energetica

Per svolgere un profondo lavoro sul corpo, è importante potersi sentire liberi di mettere a nudo se stessi senza inibizioni. Il C.I.E. nasce dall'esigenza di avere

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Il corpo come veicolo delle esperienze emozionali

  Le nostre esperienze passate sono intrappolate nelle contrazioni croniche della struttura muscolare, e queste determinano il modo in cui percepiamo le nostre esperienze sensoriali, influenzando

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Incontri

E’ prevista la realizzazione di gruppi residenziali con temi specifici di approfondimento, della durata di più giorni. Saranno organizzate, inoltre, serate a tema, come la festa della

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Info gruppi

Si prega di prenotare con buon anticipo sia per motivi logistici-organizzativi, sia perché alcuni gruppi sono molto richiesti. L’accettazione delle prenotazioni dei posti è subordinata

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Come Raggiungerci

Da Napoli e da Roma autostrada A1: uscire a Capua e subito dopo il casello svoltare a destra per Camigliano-Pastorano; proseguire per circa 2 Km,

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Martedì, 21 Mag 2013

Se l'orgoglio e' piu' forte dell'amore

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E’ curioso, ma la parola orgoglio ha conservato un’affinità etimologica con la parola rigoglìo: entrambe deriverebbero dalla stessa matrice del tedesco antico ‘urgol’, che significa notevole. Immaginiamo la nostra pianta preferita nel suo momento di massima espansione, quando si ricopre di germogli nuovi e di foglie brillanti, quando sembra crescere a vista d’occhio e sviluppa i suoi rami e le fronde in un tripudio di vitalità: questa è una pianta rigogliosa che si appropria dello spazio per crescere. Ora, proviamo a pensare ad una persona orgogliosa e cerchiamo di capire cosa abbia un comune con la nostra pianta. Come questa, la persona orgogliosa si impone allo sguardo e mostra la sua forza; non riusciamo ad immaginarla seduta, ma in piedi, con il petto in evidenza e il mento un po’ sollevato: una persona orgogliosa non abbassa lo sguardo e non si ritira davanti a quello degli altri: un po’ come la pianta, solo che, a differenza del vegetale, l’uomo o la donna in questione, hanno una mappa di rappresentazioni mentali, una consapevolezza della propria esistenza e la facoltà di parola. Ecco, adesso davanti a noi ci sono  una pianta e un essere umano. Entrambi rigogliosi e inorgogliti. Ma l’uomo è innamorato, la pianta no.

Ultimo aggiornamento Martedì 10 Gennaio 2012 21:25 Leggi tutto...

Eckhart Tolle: Un nuovo mondo

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“Il proposito principale di questo libro non è quello di aggiungere nuovi credo o nuove informazioni alla mente oppure di convincervi di qualcosa, ma quello di portare a un cambiamento della coscienza, in altre parole, quello di svegliarvi. In questo senso , questo libro non è “interessante”. Interessante significa che potete mantenere le distanze, giocare mentalmente con le idee e i concetti, essere d’accordo oppure no. Invece questo libro si occupa di voi. O cambierà il vostro stato di coscienza o non avrà significato alcuno.”


E’così che l’autore, Eckhart Tolle, definisce “Un nuovo mondo” in una delle sue prime pagine. Personalmente, sia leggendolo sia dopo averlo letto, l’impressione che ne ho ricevuto è  che si tratti di un libro “potente”; è questo l’aggettivo che sento più appropriato. Semplice da leggere, per la fluidità,  l’immediatezza e la sistematicità con cui tutto il  materiale è esposto, si basa su pochi concetti cardine (l’ego, il corpo di dolore, la liberazione, la quiete), ma definiti ed eviscerati in maniera dettagliatissima, in quanto a tutto ciò che rappresentano nell’economia del mondo interiore individuale e collettivo, e convalidati dal supporto  di riferimenti autorevoli, quali frasi di grandi figure spirituali (Buddha, Gesù) o incisivi aneddoti ripresi dai contesti più diversi, da quelli più austeri di maestri Zen, a quelli più quotidiani, ripresi dalla vita dell’autore stesso. All’apparenza banali, evidenziano in realtà che invece tutto è necessario, nel senso che non può essere diverso da com’è: ogni fiocco di neve deve cadere nel punto preciso in cui cade.



Tutto dunque è espressione di un’intelligenza superiore o Cosmo o Essenza, di cui tutti siamo parte e che si esprime attraverso di noi come un danzatore attraverso la danza. È l’Essenza che dovremmo riuscire a sentire dentro di noi per scoprire e realizzare ciò che siamo. Ma per aspirare a questa possibilità, bisogna riuscire a vivere l’“Adesso” – il momento presente - in tutto il suo potere; e questo si realizza se si riesce a prendere le distanze, a guardare dall’esterno l’ego e liberarsi dal corpo di dolore. Si può giungere così, attraverso la liberazione, alla quiete, lo stato interiore in cui possiamo essere in contatto profondo con noi stessi e percepirci come parte integrante del Cosmo, sentire l’amore universale che impedisce a qualsiasi barriera di elevarsi tra noi e tutto ciò che ci circonda.

Questa è davvero “L’ unica cosa che conta”, per dirla con il titolo di un libro di Raffaele Morelli, che, mediante i principi del chassidismo, rivela una impostazione “ideologica”, ovvero spirituale, sostanzialmente concorde con Tolle, che d’altronde risulta allineato per vari aspetti con l’“insegnamento sconosciuto” di Gourdjeff; né la figura metaforica del guerriero perfetto dello stregone Don Juan di Castaneda contraddice ai fondamenti dell’esposizione dell’autore di “Un nuovo mondo”. E si potrebbe continuare con Osho e il suo modo d’intendere l’amore …

Insomma, il libro di Tolle sembra confermare  che da più parti, senza nessuna influenza reciproca, persone diverse, appartenenti ad epoche  e mondi differenti, siano arrivati a dire, con forme diverse (per ovvi motivi di contesto, se non altro  culturale), sostanzialmente le stesse cose. Certo, erano persone straordinarie, che hanno lasciato una traccia indelebile nel tempo e nella storia: dimostrazione ne è che a distanza di millenni ciò che hanno fatto e detto viene ancora tenuto nella più alta considerazione; avevano toccato la Verità. Dunque, la Verità esiste, è l’Essenza; e ognuno di noi – sostiene Tolle - può trovarla senza andare lontano: dentro di sé.

Ultimo aggiornamento Domenica 18 Dicembre 2011 20:53

La comunicazione del cuore

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Per un recupero del contatto corporeo e dell'abbraccio

Come altri animali sociali, l'essere umano ha bisogno di stare in compagnia e di entrare in contatto verbale, corporeo ed affettivo con altri esseri della sua specie anche al di fuori dei momenti dedicati all'accoppiamento, pertanto, ognuno di noi, in modi e quantità diverse, cerca di instaurare relazioni che consentano di soddisfare in qualche modo questi bisogni. Il piacere di giocare, la ricerca di contatto corporeo o semplicemente il sentirsi rassicurati dalla presenza degli altri sono riscontrabili tanto nell'uomo quanto nei leoni, nelle scimmie e in varie altre specie di mammiferi, ma nella specie umana questi comportamenti assumono forme più elaborate e, talora, indirette, simboliche, ritualizzate.

Come ha ben mostrato E. Goffman, per un verso, e E. Berne, per l'altro, il contatto corporeo è spesso sostituito dal contatto verbale, specie in certe culture, tant'è che Berne ha chiamato "carezze" certe forme espressive verbali che le persone rivolgono ad altri durante una interazione (E. Berne, A che gioco giochiamo, 1967). Questo passaggio dalla espressione diretta a quella simbolica non è sempre indice della superiorità dell'uomo ed anzi è in molti casi una conseguenza di determinate patologie socioculturali, come nel caso dello scarso contatto fisico che si riscontra in certe culture, specie occidentali, derivante da tabù sulla sessualità.

Ultimo aggiornamento Sabato 12 Novembre 2011 13:10 Leggi tutto...

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