Psicoterapia Corporea

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Venerdì, 18 Mag 2012

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LE "NEVROSI DA LUSSO", LO SPECCHIO DEL NOSTRO TEMPO

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LE "NEVROSI DA LUSSO", LO SPECCHIO DEL NOSTRO TEMPO
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Il concetto di nevrosi, nell’arco dei decenni, dalla nascita della psicoanalisi in poi è molto cambiato. Il suo legame con fattori storico - culturali ha portato al suo evolversi e alla quasi totale scomparsa di alcune forme di nevrosi come l’isteria, diagnosticata e studiata all’epoca di Freud in donne della società borghese e benestante ma, ad ogni modo, sempre legata o a traumi affettivi ed emotivi che avevano la propria radice nel passato o a forti conflitti presenti nella vita attuale del paziente, e proprio da questa diversa eziologia dei disturbi nacque la distinzione freudiana tra nevrosi da difesa e nevrosi attuali.

Sebbene ancora oggi le stanze degli psicoanalisti e degli psicoterapeuti siano popolate di pazienti, forse più che in passato, essendo diventate più accessibili, sia in termini economici che in termini di sociali, anche dai ceti medio-bassi, le motivazioni che sottendono alla richiesta di aiuto sono assai diverse rispetto ai decenni scorsi. Forse, senza troppi giri di parole, possiamo rilevare che le ragioni per le quali si intraprende oggi un cammino psicoterapeutico hanno sempre meno a che fare con la malattia e quindi la terapia, e sempre più con la salute e quindi con la vita. Molti di quelli che oggi chiedono aiuto, esprimendo una condizioni di disagio e di sofferenza, anche dopo anni di psicoterapia e un lavoro sul profondo, non rivelano né l’esistenza di grossi traumi nella loro storia personale né la presenza di conflitti così intensi e profondi da giustificare il dolore che vivono ed hanno vissuto. Dentro di loro non si rintraccia il segno della patologia bensì il segno dei nostri tempi, dei nostri giorni e del modo di vivere che li caratterizza. Senza cadere in facili demagogie e qualunquismi ci saremo accorti tutti del dilagare intorno a noi di una cultura del benessere che non ha per oggetto lo stare bene ma il consumo, l’avere successo, il riconoscimento sociale, l’avere che sovrasta l’essere.