| Indice |
|---|
| FINCHE' MORTE NON CI SEPARI |
| Pagina 2 |
| Pagina 3 |
| Pagina 4 |
| Pagina 5 |
| Pagina 6 |
| Pagina 7 |
| Tutte le pagine |

L’amore è pur senza intenzione, un atto antisociale, perché ogni volta che giunge a realizzarsi fa a pezzi il matrimonio e lo trasforma in ciò che la società non vuole che sia: la rivelazione di due solitudini le quali creano di per se stesse un mondo che rompe la menzogna sociale, sopprime tempo e lavoro e si dichiara autosufficiente.
Il labirinto della solitudine, Octavio Paz
Di nuovo qui, a trattare un argomento di cui tanto si è parlato e di cui tanto si parlerà ancora: il rapporto uomo donna. Perché? Perché sebbene ci sia tanta inflazione di dibattiti, di libri, di parole sull’argomento, ancora non siamo venuti a capo di quella matassa che è l’Amore, che è quel mistero che fa sì che un uomo ed una donna tra centinaia di persone si incontrino, si scelgano, si amino, creino una famiglia, abbiano dei figli e, talvolta, infine, si lascino. Di fatto, per quanta importanza possano avere il lavoro, i propri interessi, le proprie passioni, la continuità della Vita è garantita solo da questo incontro, solo dal fatto che un giorno, in uno sguardo, due persone si ritrovino e facciano poi, di questo sguardo, un mondo condiviso. La Vita nasce da questo e non è romanticismo, è biologia, anzi a dirla tutta a volte c’è ben poco romanticismo ma non è di questo che intendo parlare né del mistero dell’incontro tra un uomo e una donna, è la sua evoluzione e la sua durata che mi interessano, in un tempo in cui il matrimonio o comunque il rapporto di coppia in generale, sembrano avere una scadenza, una falce di morte già scolpita nel loro inizio, come una triste prefazione che già ci annuncia la conclusione. “ […] L’amore deve crescere gradualmente dal seme fino al frutto.











