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Mercoledì, 23 Apr 2014

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Questo chip vi salverà la vita

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Questo chip vi salverà la vita
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di Luigi Bigiami

E' lungo un centimetro e diventerà la vostra carta d'identità clinica sempre a portata di mano. In futuro potrebbe servire ai portatori di handicap per muovere arti atrofizzati. E intanto una famiglia americana (padre, madre e figlio) comincerà la sperimentazione sulla, anzi sotto la propria pelle.

A vederlo andare a scuola, viene da pensare che Derek Jacobs, 14 anni, di Boca Raton (Florida), sia uno studente come molti altri. Ma non è così. Quando ne aveva 12, la Microsoft gli ha assegnato la qualifica di ingegnere di sistemi e a 13 ha fondato una società di consulenza per computer, la Frist Class Inc. Un ragazzo prodigio?
Certamente sì, anche se questa definizione adesso è un po' restrittiva: nelle prossime settimane Derek si trasformerà in cyborg, mezzo uomo e mezzo macchina. E il bello è che in questa avventura è riuscito a coinvolgere anche sua mamma Lesile e suo papà Jeffrey. Non appena la Food and Drug Administration (l'ente americano che certifica le nuove applicazioni mediche) darà l'ok, la famiglia Jacobs si farà impiantare un microcomputer sotto la pelle. Il VeriChip, questo il nome del sofisticato marchingegno, contiene alcuni chilobytes di memoria e una piccolissima radiotrasmittente in grado di dialogare con un normale computer. Al suo interno, per il momento, verranno registrati tutti i dati medici degli Jacobs, dal gruppo sanguigno alle malattie di una certa importanza, dalle allergie alla necessità di usare alcuni medicinali. La famiglia di Derek, dunque, sta per diventare la prima generazione di umani che possederanno una sorta di codice a barre, oggi usato per identificare caratteristiche e prezzi delle merci ai supermercati.

Basta un'iniezione. L'inserzione del chip sotto pelle è semplice e richiede pochi secondi. Richard Seeling, il direttore medico della Ads (Applied Digital Solution), la società che sta studiando il VeriChip, spiega: "Una blanda anestesia locale, un'iniezione e un piccolo cerotto. E' tutto quello che ci vuole. Una volta cicatrizzata la ferita, il chip sarà del tutto invisibile e anche per chi lo avrà sotto la pelle sarà difficile ricordarsi dov'è esattamente".
L'apparecchio, secondo il medico, è del tutto biocompatibile e, quindi, non ci dovrebbe essere problemi di rigetto da parte dell'organismo. La capsula è lunga 11,1 millimetri, ha un diametro di 2,1 millimetri e trasmette sulla frequenza di 125 khz.