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| Nasce l'uomo technologicus |
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Ormai anche la realtà "data" assume connotati virtuali: siamo immersi in un mondo con il quale interagiamo, contribuendo a modificarne l'assetto e che, allo stesso tempo, ci modifica. In questa dialettica interattiva, soggetto e mondo sono un unicum in senso radicale e si costituiscono simultaneamente. A questo punto non si può più parlare di una realtà o di un mondo dati una volta per tutte, ma si deve parlare di più realtà/mondi, che si mostrano differenti a sguardi diversi e che (come in meccanica quantistica) si eventuano nel momento in cui si instaura l'interazione che li evoca.
Questa separazione del corpo dalle sue funzioni primordiali e questa attenuazione o negazione della presenza operata dalla tecnologia comportano ancora una volta sofferenza. E' ormai riconosciuto che esiste un rapporto strettissimo tra l'interazione sensoriale e motoria diretta tra i corpi e la salute e il benessere: in particolare sembrano essere benefici gli eventi artistici dal vero: concerti, opere, commedie, danze e così via. L'astrazione dal corpo e dalla sua fisicità comunicante operata da gran tempo dalla scienza e oggi soprattutto dalla tecnologia dell'informazione potrebbe dunque non essere salutare per la componente biologica dell'uomo: ciò sembra dovuto a una discontinuità evolutiva che a malapena può essere controbilanciata dalla continuità rappresentata dalla componente biologica.
Ecco perché i bambini, ancor più che gli adulti, dovrebbero godere dell'immersione totale, di corpo-mente, nell'esperienza vivificante e salubre di essere al mondo e nel mondo. Uno sviluppo ipertrofico della mente, come quello indotto e agevolato dalla telematica a scapito dell'esperienza diretta e dell'interazione fisica con gli altri esseri viventi comporta un appiattimento delle capacità umane, anche di quelle più astratte, come quelle verbali. La nostra mente vive e si sviluppa nell'interazione con le menti altrui e questa interazione è tanto più efficace e nutriente quanto più passa per la ricchezza e complessità espressiva del corpo.



