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Venerdì, 29 Ago 2014

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Nasce l'uomo technologicus

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Nasce l'uomo technologicus
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Nasce l'uomo technologicus, facciamo che sia anche umano (Teléma 24)

di Giuseppe O. Longo

La straordinaria evoluzione della tecnica comporta una parallela evoluzione della specie: dall'homo sapiens all'homo technologicus, integrato con l'artificiale, con le macchine, con il computer. Ma come ogni profonda trasformazione anche questa provoca fenomeni di rigetto e sofferenza. Soprattutto nei bambini, alcune delle cui capacità cognitive resteranno inutilizzate e inespresse.

Da millenni la comunicazione è uscita dall'uomo con la parola e poi con la scrittura, e questo fenomeno di estroflessione si è accentuato oggi grazie alla tecnologia dell'informazione. Per usare una metafora ardita ma non irrealistica, ciò sta portando alla formazione di un "cervello globale" o almeno di un sistema nervoso esterno (e planetario) che si materia nella rete. Più in generale si assiste al passaggio da un mondo a tecnologia limitata a un mondo a tecnologia intensa e poiché i meccanismi della (co)evoluzione impongono che a una variazione dell'ambiente corrisponda una variazione della specie, in modo che si conservi l'adattamento reciproco, ecco che sta nascendo anche la nuova "specie" homo technologicus, cioè un homo sapiens profondamente integrato con l'artificiale.
In altre parole, nel mondo ad alta tecnologia che ci stiamo costruendo intorno, l'homo sapiens non è più a suo agio e sta per essere sostituito da un'altra creatura, una specie di simbionte di uomo e macchina, più adatta al nuovo ambiente. L'homo technologicus non è soltanto l'essere umano seduto davanti al proprio computer, di cui ormai non può più fare a meno, ma è un vero e proprio ibrido o cyborg in cui la micro e la nanotecnologia stanno operando trasformazioni molecolari inedite e spesso inquietanti: a scopo terapeutico, ma anche ludico, artistico, cognitivo, e talora guidate da pura curiosità sperimentale.