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Mercoledì, 23 Lug 2014

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La falsa scienza dell'onnipotenza

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La falsa scienza dell'onnipotenza
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di Umberto Galimberti

Negli Usa, una donna affittando il proprio utero a pagamento, ha generato due gemelli per una coppia italiana la quale, non potendo generare, aveva inviato per corriere alla signora due embrioni. Le storie individuali non si giudicano. Troppi sono i segreti dell'esistenza ignoti non solo agli altri ma persino a se stessi. Quindi lasciamo ai due genitori ciò che custodisce la loro scelta, per occuparci della scelta in sé, già praticabile in America e non ammessa dalla legislazione italiana.

Alla base di questa scelta non si fatica a scorgere un senso di onnipotenza, per cui io posso fare quel che natura non mi concede. E questo grazie alla tecnica che è in grado di realizzare il mio desiderio chiedendomi però come prezzo quello di visualizzare il mio e l'altrui corpo come semplici macchine, alcune delle quali forniscono la materia prima, altre il laboratorio per la sua elaborazione.

Questo processo di materializzazione, per cui io non coincido più con il mio corpo, ma me ne servo come di uno strumento a mia disposizione, è l'esatta definizione della schizofrenia, dove un processo di dissociazione mi fa fare esperienza del mio corpo come di qualcos'altro da me.

È questo un fenomeno che ciascuno di noi conosce quando si ammala, quando cioè il corpo, invece di essere il veicolo, diventa l'ostacolo da superare per essere al mondo. Allora a far senso non è più il mondo, ma il corpo che la malattia trasforma da soggetto di intenzioni a oggetto d'attenzione. Lo spazio che interessa si riduce alle dimensioni dell'organismo e il tempo al decorso della malattia. Questa dissociazione tra il nostro io e il nostro corpo, che ogni malattia porta inevitabilmente con sé, è il primo segno della nostra fuoriuscita dal mondo, è un'anticipazione della morte. La stessa anticipazione che notiamo in ogni anoressica che vive il suo corpo come un impedimento alla piena realizzazione di sé. E perciò lo mortifica, sottoponendolo a indescrivibili pratiche di digiuno, nell'illusione di poter realizzare l'ideale di sé solo prescindendo dal corpo.

Questo genere di dissociazione è la stessa che troviamo alla base di tutte quelle pratiche mediche che possono realizzare desideri di generazione solo persuadendo che noi non siamo il nostro corpo, ma il corpo è solo una macchina a disposizione del nostro desiderio.