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Mercoledì, 22 Mag 2013

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Wilhelm Reich: LA RIVOLUZIONE SESSUALE

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Wilhelm Reich: LA RIVOLUZIONE SESSUALE
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di Valerio Evangelisti

Riproporre la lettura di un testo intitolato La rivoluzione sessuale potrebbe sembrare superfluo. Molti credono infatti che la rivoluzione sessuale sia già avvenuta, e che dunque la tematica sia oggi trascurabile. Purtroppo non è così, e mi sforzerò di dimostrarlo.
Dal 1992 disponiamo, finalmente, di un'edizione del lavoro di Reich davvero integrale (W. Reich, La rivoluzione sessuale, ed. Erre Emme, oggi rintracciabile nei remainders) . Non lo erano quelle proposte a suo tempo da Feltrinelli: incompleta la prima, del 1963; fuorviante, a causa dei rimaneggiamenti operati dallo stesso Reich durante l'esilio americano, la seconda, del 1974 (ambedue più volte ristampate, da ultimo nel 1987). Invece la ripubblicazione curata dalle edizioni Erre Emme si propone come una ricostruzione filologica molto accurata, in cui il testo originale, del 1930, viene restituito nella sua integrità, mentre tagli e interpolazioni successive sono evidenziati ricorrendo a parentesi e a differenti caratteri tipografici.

E' bene infatti ricordare - rimandando per i dettagli alle biografie esistenti, non sempre pregevoli - che Wilhelm Reich, capofila e unico esponente davvero coerente della "sinistra freudiana" negli anni '20 e '30, fiancheggiatore del partito comunista austriaco e militante delle formazioni armate antifasciste, a partire dagli anni '40 si spostò su posizioni sempre più distanti dal marxismo, anche se costantemente ispirate a una visione libertaria. Ciò soprattutto per l'incomprensione con cui le sue tesi erano state accolte dalla sinistra austriaca e tedesca, e per la loro evidente incompatibilità con lo stalinismo. Parallelamente, la sua ricerca di una base biologica della "libido", ipotizzata e poi abbandonata da Freud, lo indusse a studiare una forma di energia diversa da tutte le altre esistenti - da lui chiamata "energia orgonica" - e sostanzialmente a smarrirsi su quel sentiero, anche a causa delle attrezzature imperfette di cui disponeva. A partire dagli anni '50 fu dunque lo stesso Reich a rimettere mano ai suoi lavori di gioventù, cancellandone i riferimenti marxisti ("democrazia del lavoro" invece di "socialismo", tanto per fare un esempio) e riempiendoli di riferimenti alla neonata "teoria dell'orgone". Lo stesso fecero, ancor più pesantemente, i suoi poco brillanti successori.