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| Sesso e personalità |
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Quando i gameti maschili e femminili si incontrano, si fondono insieme per dare origine a un altro Volvox.
Ma la cellula genitore che ha estromesso i gameti maschili e femminili dal proprio corpo attraverso il processo, ha completato la sua vita. Muore. Cade silenziosamente sul fondo, smette ogni movimento e muore. Come lo ha definito uno zoologo: "questo è il primo avvento di morte naturale nel regno animale, e tutto in nome del sesso".
La vera differenza è l’individuazione
L'ameba può morire se non vi è cibo o acqua, o se la temperatura dell'acqua è troppo alta o troppo bassa. Non è facile schiacciarla, è troppo minuscola. Ma tra le amebe non esiste morte naturale. Il Volvox muore naturalmente, arriva alla fine del ciclo di esistenza e cessa di esistere. E nel senso che ha un’esistenza, limitata nel tempo e quindi unica, è un individuo.
L'unicità del Volvox ha un'altra base, che è data dalla modalità sessuale di riproduzione. Quando i gameti maschili e femminili si fondono, l'ovulo fertilizzato acquista caratteri ereditari attraverso il contributo dello sperma, oltre a quelli originari che gli sono propri. Metà dei suoi cromosomi provengono da un genitore, metà dall'altro. Il processo è tale che l'organismo che ne risulta è differente da ogni altro organismo che esiste o è esistito. La riproduzione sessuale facilita un totale rimescolamento di pattern ereditari e produce organismi che sono unici nel tempo e nello spazio, come possiamo osservare tra gli animali più evoluti.
Sarebbe un errore supporre che la morte è il prezzo che l'organismo paga per il sesso. È vero che la morte fa il suo ingresso sul palcoscenico della vita contemporaneamente alla sessualità. Ma il processo che introduce sesso e morte naturale è quello dell'individuazione.



