Psicoterapia Corporea

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Martedì, 21 Mag 2013

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Sesso e personalità - Pagina 14

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Sesso e personalità
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Individui, e perciò soli?
Questo trae supporto dall'esperienza di qualsiasi individuo la cui personalità è sufficientemente sviluppata: più grande è l'individualità e più separato è l'individuo dalla massa.
Laddove l'individualità è relativamente sottosviluppata, il senso di solitudine non si manifesta. L'uomo primitivo, la cui identità era determinata dalla sua appartenenza a una tribù, era raramente cosciente sia della sua individualità che del suo isolamento. Un'ameba non è mai sola. Esiste come parte del flusso continuo della vita da un’ameba all'altra. Gli organismi inferiori mostrano tutti questo fenomeno di essere parte di un ordine naturale che è tutt'uno con l'ambiente. Più diventiamo individui, più ci sentiamo soli, più ci sentiamo isolati. La personalità crea unicità, differenza, isolamento per definizione. Più uno si mescola alla folla comune, più perde la propria personalità individuale.
Molti psicologi sono dell'opinione che questo isolamento, questo senso della nostra unicità che è concomitante alle nostre personalità individuali, sia la causa sottostante all'ansia con la quale lotta l'uomo civilizzato. Certamente nulla crea più ansia che la sensazione di essere soli, in disparte, isolati. Questa teoria, avanzata da Rollo May, è ben supportata.
Qual è l'antitodo a quest'ansia distruttiva? Il nostro diagramma suggerisce che, mentre la personalità è una funzione che tende a separare le persone, la sessualità è la funzione biologica che tende ad avvicinare gli uni verso gli altri. Abbiamo precedentemente descritto la sessualità come una funzione naturale che porta alla vicinanza, all'identificazione, all'unione con l'altro. Secondo il diagramma la vita crea due forze, una che tende alla separazione e all'individualità, l'altra alla vicinanza e alla perdita dell'individualità. Sarebbe molto facile descrivere questa seconda forza come amore, ed è amore. Ma è amore in azione e l'amore in azione, come abbiamo visto precedentemente, è sesso.
Il fatto è che nessun uomo che è a letto con una donna che ama o alla quale vuole bene si sente mai solo. Non ha importanza in quale situazione egli si trovi -può essere uno straniero in un altro paese, un nemico in territorio ostile- ma quando è a letto con una donna, non si sente mai solo. E anche senza una donna, fintanto che la spinta sessuale è vitale, finché è cosciente e priva di colpa, l'ansia della solitudine non viene sperimentata.

Personalità e sessualità
È corretto mettere l'ansia in relazione alla condizione di ‘isolamento’, all'essere da soli; è altrettanto corretta la relazione tra ansia e fallimento delle sensazioni sessuali di un individuo che vuol prevenire l'ansia. In questo senso si può costatare che la visione freudiana o reichiana secondo la quale l'ansia è in relazione a una difficoltà sessuale è altrettanto valida di quella sociologica moderna, che mette l’ansia in relazione alle difficoltà interpersonali.
La sessualità determina la personalità, in quanto determina la relazione dell'individuo con l'altro e verso il mondo. Abbiamo visto precedentemente che l'amore deriva dai sentimenti sessuali, che la sessualità è una forza che spinge alla vicinanza, all'intimità con l'altro. La persona sessuale è capace di amare, è una persona gioiosa. La sua sessualità gli procura sia la fonte principale del suo piacere e della soddisfazione nella vita, sia un orientamento positivo verso gli altri e verso il mondo. Allo stesso modo, una persona piena di amarezza è invariabilmente sessualmente frustrata. La persona depressa soffre di una depressione della sua spinta sessuale, probabilmente causata da ripetuti fallimenti e delusioni.
Possiamo andare un passo oltre. La personalità non è limitata alle funzioni di un individuo, dato che denota la qualità della persona, si riferisce alla sua qualità fisica oltre alle sue qualità psichiche. Quindi possiamo anticipare che la sessualità di una persona si riflette sia nel suo corpo che nella sua mente.
Niente di nuovo in tutto questo, direte voi. E avete ragione. È la capacità di comprendere il linguaggio del corpo per poter interpretare correttamente ciò che vediamo. Senza questa conoscenza è molto facile confondere il simbolo con la realtà. Marylyn Monroe era il simbolo della sessualità, non la sua personificazione. La ragione è che il suo corpo mancava d'integrazione, di unità. Un corpo privo di unità riflette la mancanza di fusione delle spinte pregenitali e l'assenza di una forte e unificante spinta genitale. "Jelly on wheels" ("gelatina sulle ruote", n.d.t.) come la chiamò Jack Lemmon nel film Some like it hot (A qualcuno piace caldo).
Quali sono le caratteristiche fisiche della personalità sessualmente matura? La risposta deve essere semplice: un corpo che è armonioso, integrato, coordinato, vivo. In due parole, un corpo che è bello e aggraziato nella sua condizione individuale, naturale.
Queste idee ci permettono di separare la crusca dal grano in materia sessuale. Non possiamo essere tratti in inganno da affermazioni o pretese di abilità sessuale. La sessualità di una persona è nel suo essere. La sua realizzazione sessuale è nella globalità dei suoi buoni sentimenti, della sua gioia e della sua felicità. Facciamo un breve riassunto. Diciamo che la sessualità riflette la personalità e la personalità è lo specchio della sessualità di un individuo. é una relazione indiretta, dato che entrambe sono un prodotto della vitalità dell'organismo. Più è vivo l'organismo, più è vibrante la personalità e più intensa è la spinta sessuale. Ciascuna è una diretta espressione dell'energia o vitalità dell'organismo.
Il sesso non crea la personalità dato che né la sofisticazione sessuale né le tecniche sessuali aumentano la vitalità e neppure possono promuovere lo sviluppo della personalità. Poiché la sessualità è una delle maggiori fonti di piacere e di gioia nella vita, qualsiasi limitazione o inibizione delle sensazioni sessuali renderà depressi i processi energetici vitali del corpo e in questo modo influirà sulla personalità.
L'enfasi qui è posta sul sentimento sessuale e non sull’‘acting - out’ sessuale. Quest'ultimo, che include la promiscuità sessuale, è un’espressione di mancanza di sensazioni sessuali. Questo comportamento denota la ricerca isterica e spasmodica di sensazioni sessuali ed è destinato a deludere e ricondurre alle stesse condizioni che ne hanno creato il bisogno.
Gli psicologi riconoscono che la personalità è in stretta relazione con la capacità dell'individuo di amare e di ricevere o accettare amore. Gli individui in cui questa capacità è altamente sviluppata hanno un atteggiamento positivo verso la vita, un sentimento di vicinanza e d'identificazione con un altro essere umano, e la capacità di esprimere questo sentimento in un’azione appropriata, che può effettivamente condurre alla scarica e alla gratificazione dell'istinto.

Conferenza tenuta presso la Community Church di New York, settembre 1962.
Pubblicata da International Institute of Bioenergetic Analysis, 1963.
Traduzione di Barbara Bergonzi, a cura di Gilberto Ferro e Marta Pozzi.