Psicoterapia Corporea

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Mercoledì, 22 Mag 2013

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L'esperienza Psico-Corporea - Pagina 6

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L'esperienza Psico-Corporea
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Lo scorso luglio, nella consueta passeggiata del dopocena, a Marina di Massa, in compagnia di un amico, eravamo sulla strada che costeggia il Parco Olivetti. Attraverso la recinzione, s'intravedevano, qui e là nei vialetti e nei prati, tra il via vai di persone, molti coniglietti, quelli piccoli, alcuni seduti tranquillamente, altri, invece, si muovevano goffi a brucare erba e foglioline. Dal porticato, al centro del parco, s'udiva musica di fisarmonica. Giunti al cancello d'entrata, c'eravamo fermati a leggere le locandine e manifesti appiccicati ad una grossa bacheca, curiosi di sapere se c'era una festa da ballo o cos'altro. "Ogni lunedì e mercoledì, alle 21,30, lezioni di tango". Era un mercoledì ed erano circa le 22. "Entriamo a vedere?", dico. Il mio amico, di qualche anno più anziano di me, pare un po' restio, e sì che è appassionato di liscio!... Mi riferirà, più tardi, della sua scarsa propensione "a giocare (ballare) fuori casa": preferisce le nostre feste paesane, dove ci si conosce tutti. Lui è in pantaloni lunghi, camicia e scarpe; io, in pantaloncini corti, maglietta e sandali. Entriamo nel piccolo bar, posto in una sorta di corridoio che immette sotto una tettoia. Ordiniamo un caffè. Ci sono alcune persone lì in piedi, accanto a noi, perlopiù donne, tutte eleganti in abito scuro, alcune carine. Tutte quante hanno, comunque, un portamento gradevole. Non occorre molto intuito: sono allieve o ballerine della "scuola". Non m'è difficile chieder loro: "Scusate... è qui la lezione di tango?". "Sì, è qui", mi rispondono gentilmente. Mi sento un po' goffo, vuoi per i miei 55 anni, vuoi per il po' di pancetta che ho messo su. Eppoi non sono proprio in tenuta da ballo... Accenno, tuttavia, un "ma è possibile partecipare alla lezione?". "Sì, certo! Perché no?", rispondono sempre gentilmente. Il ghiaccio è rotto. Mi presento a due di loro, Rosalia e Nenè: "Ma... mi fate ballare anche se ho i sandali e i pantaloni corti?". "Questo proprio no! Puoi andarti a cambiare, ti aspettiamo", esclamano con un fare sorridente, leggermente ironico. A loro s'aggiunge il mio amico, seduto comodo al tavolino: "Eddai Pietro, e che ti ci vuole? Son due passi. Tutte queste donne son qui per te!..." M'avesse detto una frase del genere, qualche anno prima, timido com'ero, sarei sprofondato nel pavimento della pista da ballo, per l'imbarazzo. "Due passi, un corno!", gli avrei risposto "Tra andata e ritorno c'è minimo un chilometro... e dimmi: quali sono le donne-qui-per-me?". E' caldo, sono sudato, sento la pelle appiccicosa.