Tutti noi, nel corso della nostra crescita, della nostra vita, abbiamo vissuto la condizione del sentirci feriti, non amati, abbandonati, situazioni e sensazioni spiacevoli che sono divenute parti di noi, non solo nel senso strettamente psicologico ma anche fisico. Già Freud tentò di dare una definizione al vissuto emozionale come “movimento del sangue”, espressione di quella energia psichica che egli stesso definì libido, un concetto ampliato e rivisto da uno dei suoi allievi più brillanti, Wilhelm Reich.
Psicoterapia Corporea
Psicoterapia Corporea
Il corpo prigione o tempio delle nostre emozioni?
Essere se stessi .
L’altro giorno ero all’Università, nonostante la mia età non sia proprio più quella di una studentessa, ancora studio o almeno ci provo. Sono entrata in bagno, guardandomi intorno ho visto nel cestino un test di gravidanza, mi sono fermata un momento ed ho sorriso.
Vivere e separarsi
Vorrei cominciare situando l’essere umano davanti alla prima e più spaventosa separazione della sua carriera : quella della nascita. Prima di tutto c’è la morte dell’embrione, che è l’inizio della persona. La nascita equivale a una specie di espulsione dal paradiso. Il bambino è cacciato dall’ambiente a cui era abituato da sempre; deve obbligatoriamente uscire da un ambiente comodo, ovattato, protetto dal chiasso, dai rumori e dagli urti, uno spazio sicuro in cui non ci sono sorprese, un ambiente confortato dal tepore (una specie di riscaldamento centrale mantiene una temperatura ideale per lo sviluppo fisico e psichico dell’embrione). Nell’utero l’individuo è lusingato dalla carezza del fluido in cui si trova; gli sono risparmiate le incertezze, perché è automaticamente nutrito a spese dell’organismo della madre, in cui è contenuto. Nell’ambiente in cui si trova c’è la presenza stabile di un ritmo rasserenante – il battito del cuore – e un buio in cui il bambino può leggere la presenza, muta ma costante, di un compagno che lo accetta. Poi il colpo: l’individuo è separato da quest’ambiente protettivo, privato dalla compagnia di questa placenta, buttato nel mondo.
Il tradimento tradito

L’infedeltà nel tempo delle relazioni virtuali.
Nell’ultimo decennio il ritmo e la diffusione degli effetti della rivoluzione informatica hanno seguito una curva di crescita esponenziale e le esistenze di tutti noi sono state condizionate e trasformate rispetto alla nostra percezione del tempo e dello spazio da una parte, e rispetto ai rapporti interpersonali dall’altra.
Tradimento e morale
Qualche settimana fa ha suscitato particolare interesse in me la notizia riportata dai media riguardante la censura di uno spot pubblicitario ritenuto immorale. In effetti il contenuto era del tutto originale e inaspettato: le immagini rappresentavano un uomo e una donna che entravano in una stanza correndo, si spogliavano precipitosamente e facevano l’amore con passione; poi compariva una scritta che più o meno diceva: “Queste due persone sono sposate, ma non tra loro”; seguiva quindi lo slogan “la vita è breve; fatti un amante”.
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