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Mercoledì, 22 Mag 2013

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Biografia di wilhelm reich - Pagina 10

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Biografia di wilhelm reich
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La vittima cerca sempre un carnefice e se viene trattata umanamente si ribella. Pretende la sua dose di umiliazione, vuole la sua prigione, come il cane che lecca la mano del padrone che lo colpisce. Ascoltare questi discorsi fa male; è preferibile far finta di niente, illudersi di essere liberi, aggrappandosi ai piccoli privilegi. E come si trasformano in carnefici le vittime, quando incontrano qualcuno ancora più debole! Il capo violenta i suoi sottoposti che a loro volta se la prendono con chi sta ancora più in basso. Quanti uomini, pusillanimi coi superiori, diventano tiranni con la moglie ed i figli, appena tornano a casa.

Reich fu costretto a lasciare Vienna ed iniziò il suo peregrinare. Dapprima in Danimarca, con una puntata a Londra, dove fraternizzò con Malinowski, e a Parigi, dove s'incontrò con i trotzkisti. Intanto la campagna denigratoria dei comunisti continuò sempre più feroce perché era evidente che 'Psicologia di Massa del Fascismo' non parlava soltanto del fascismo, ma evidenziava i meccanismi di potere anche della dirigenza comunista. Fu accusato di demolire la base tradizionale della propaganda marxista e gli fu dato del vigliacco.

E' di questo periodo uno scritto di grande importanza dal titolo 'Che cos'è la coscienza di classe' in cui, sovvertendo i principi marxisti, afferma che la psicologia di massa è più importante della politica economica perché, se non cambia la struttura caratteriale che fa da supporto ad ogni logica di potere e non si promuove un'azione concreta per soddisfare i bisogni umani, qualsiasi altro intervento sociale è destinato al fallimento. Sono gli uomini a creare le strutture e non viceversa. Questo semplice concetto lo vediamo ogni giorno nella politica spicciola: vengono progettate strutture e programmi che sulla carta funzionano e poi, appena cominciano a diventare operativi, sono subito strumentalizzati per fini egoistici e di potere.