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I tabù del contatto
Ma allora, se fa così bene abbracciarsi, perché lo facciamo così poco?
Tutta colpa di alcunitabù sociali, che limitano il contatto corporeo a poche
intime, situazioni, riservando l'abbraccio al partner, a figli e genitori e a
pochi altri soggetti. E' improbabile nella nostra società abbracciare una
persona che incontriamo per la prima volta e se lo facessimo potremmo
imbarazzare non poco l'altro e incuriosire gli eventuali osservatori; eppure,
presso alcuni popoli è proprio l'abbraccio la forma appropriata di saluto,
quando non il bacio sulle labbra. E non solo non si "devono" abbracciare
gli estranei, ma spesso neppure i conoscenti, se non in particolari situazioni
altamente emotive e ritualizzate quali ad esempio matrimoni, funerali,
vittorie sportive. Ed anche laddove è consentito o tollerato, raramente ci si
abbraccia con pienezza e spontaneità: l'abbraccio è il più delle volte
frettoloso e con un contatto fisico limitato alla parte superiore del corpo,
col bacino inarcato all'indietro, badando bene a non far toccare la pancia e
tanto meno i genitali. Se poi coloro che si abbracciano sono due individui
di sesso maschile, sia pure padre e figlio o fratelli, si nota che l'abbraccio -
peraltro raro - è spesso appena accennato, energico piuttosto che
affettuoso, e non privo di imbarazzo. Già da questi pochi cenni si può
capire il grande potere dei tabù che circondano questo gesto.



