Psicoterapia Corporea

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Venerdì, 24 Mag 2013

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La comunicazione del cuore - Pagina 5

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La comunicazione del cuore
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I tabù del contatto

Ma allora, se fa così bene abbracciarsi, perché lo facciamo così poco?

Tutta colpa di alcunitabù sociali, che limitano il contatto corporeo a poche

intime, situazioni, riservando l'abbraccio al partner, a figli e genitori e a

pochi altri soggetti. E' improbabile nella nostra società abbracciare una

persona che incontriamo per la prima volta e se lo facessimo potremmo

imbarazzare non poco l'altro e incuriosire gli eventuali osservatori; eppure,

presso alcuni popoli è proprio l'abbraccio la forma appropriata di saluto,

quando non il bacio sulle labbra. E non solo non si "devono" abbracciare

gli estranei, ma spesso neppure i conoscenti, se non in particolari situazioni

altamente emotive e ritualizzate quali ad esempio matrimoni, funerali,

vittorie sportive. Ed anche laddove è consentito o tollerato, raramente ci si

abbraccia con pienezza e spontaneità: l'abbraccio è il più delle volte

frettoloso e con un contatto fisico limitato alla parte superiore del corpo,

col bacino inarcato all'indietro, badando bene a non far toccare la pancia e

tanto meno i genitali. Se poi coloro che si abbracciano sono due individui

di sesso maschile, sia pure padre e figlio o fratelli, si nota che l'abbraccio -

peraltro raro - è spesso appena accennato, energico piuttosto che

affettuoso, e non privo di imbarazzo. Già da questi pochi cenni si può

capire il grande potere dei tabù che circondano questo gesto.