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Venerdì, 18 Mag 2012

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L'uomo senza maschera: tra identità e omologazione

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L'uomo senza maschera: tra identità e omologazione
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Tra i tanti possibili, un incipit particolarmente stimolante è dato dalla celebre fiaba di Biancaneve e i sette nani. In essa, la protagonista “cattiva” ossia la malvagia regina davanti allo specchio magico, cui rivolge l’interrogativo su chi è la più bella del reame, scopre la sua vera natura di strega. Ossia rivela che l’habitus di regina era solo una maschera che celava la realtà della strega e, viceversa, che la maschera della strega nascondeva la realtà della regina. La regina e la strega erano, insomma, due maschere tra loro intercambiabili. Continuando sulla medesima falsa-riga, si potrebbe allo stesso modo considerare la dolce Biancaneve come la maschera, luminosa, della reginastrega e questa come il lato d’Ombra dell’infelice principessa. In ambedue le possibilità, balza subito all’attenzione come sia la maschera per contrasto a fornire una identità alle due protagoniste principali che, a loro, volta si possono considerare come le due maschere archetipiche del femminile: della donna.

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Ora, senza soffermarsi sul tema, estremamente importante, della fiaba
importanza che le viene dal suo valore euristico e di Bildung e su cui, per altro, esiste una
sterminata letteratura conviene focalizzare l’attenzione sulla maschera e sul suo ruolo.
La prima e più importante riflessione mostra come la maschera – in tutte le tradizioni
simboliche conosciute – abbia la fondamentale funzione di fornire una identità a chi se
ne serve. É una identità “altra” che si sovrappone – per esigenze rituali, comunitarie o
sociali e per un tempo reale, provvisorio o duraturo – a quella dell’uomo. Essa pone in
essere una figura differente rispetto a quella che caratterizza, normalmente, chi la
indossa e possiede una esistenza del tutto autonoma: oltre che dotata di significato. É
una persona nel senso proprio del termine e, non a caso, persona in latino – derivandolo
dal greco pròsopon – significa maschera. Ma con persona indichiamo un essere
appartenente a pieno titolo alla specie umana: un essere che possiede specifiche,
spiccate e appropriate caratteristiche individuali. É il motivo per cui si dice di un uomo che
è dotato di “personalità”. D’altronde, il latino persona/maschera rimanda ad una identità
autonoma che si sostituisce all’individuo e agisce per suo tramite, rivelandosi come una
diversa specifica individualità. É una persona che ostenta una “personalità” solitamente
più incisiva di quella dell’uomo che la indossa. Si potrebbe, al limite, sostenere – enfatizzando i termini del discorso – che ha una sua propria autosufficienza: talora maggiore e più articolata di quella di colui che è mascherato.
Il che giustifica l’alone di mistero e di sacralità che da sempre accompagna la
maschera, facendone il tramite privilegiato per il cui tramite si palesano, in tutta la loro rilevanza teofanica, gli esseri divini o Dio stesso. Con il che, la maschera – che ne è il