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| Felicita' e sicurezza in una riflessione di Erich Fromm |
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Il concetto di "felicità", che ha un'antica tradizione,
continua a svolgere un ruolo determinante nella nostra cultura. A esso
ricorriamo per affermare che lo scopo della nostra vita è quello di
essere felici. Due o trecento anni fa, nei paesi protestanti, non era
così: scopo della vita era essere graditi a Dio e vivere secondo
coscienza. Oggi diciamo che vorremmo essere felici, ma che cosa
intendiamo con queste parole?
continua a svolgere un ruolo determinante nella nostra cultura. A esso
ricorriamo per affermare che lo scopo della nostra vita è quello di
essere felici. Due o trecento anni fa, nei paesi protestanti, non era
così: scopo della vita era essere graditi a Dio e vivere secondo
coscienza. Oggi diciamo che vorremmo essere felici, ma che cosa
intendiamo con queste parole?
Penso che la maggior parte delle
persone, che non sta tanto a lambiccarsi il cervello, risponderà con
sincerità: divertirsi. Senza entrare nel merito di ciò che questo
significhi, una tale descrizione della felicità ha ben poco a che
vedere con quella data da altre culture, che l'uomo moderno non sa
neppure immaginare. Ma che cos'è la felicità, una condizione dello
spirito? Oppure si è felici solo in rarissimi momenti della vita,
quasi che la felicità fosse il frutto prezioso di un albero che
fiorisce solo in via del tutto eccezionale, ma che pure deve esistere
se produce almeno una volta il suo frutto?



